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Imperatore
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Lmwka'mwkqimperatore (dal mwkglatino mwkwmwlaimperator, "mwlqdetentore del potere militare", "mwlgdetentore del potere coercitivo") nell'mwlwantica Roma era un mwmagenerale vittorioso e divenne poi il vertice dell'mwmqImpero romano. Successivamente il termine venne comunemente utilizzato per indicare il mwmgsovrano di un mwmwimpero, cioè di un'entità politica composta da popoli, religioni e territori diversi. Il termine, originariamente riferito ai soli mwnaimperatori romani, è divenuto in mwnqEuropa, a partire dal mwngMedioevo, un mwnwtitolo aristocratico, superiore a quello degli altri mwoare e al pari di quello di mwoqPapa, e per questo con più influenza cerimoniale o decisionale, prerogativa dell'mwogimperatore bizantino e dell'mwowimperatore del Sacro Romano Impero, in seguito dello mwpazar dell'mwpqImpero russo; il titolo venne adottato anche da conquistatori come mwpgNapoleone, che si nominò mwpwimperatore dei francesi, e da altri monarchi quale l'mwqaimperatore d'Austria. Gli ultimi imperatori europei furono mwqqCarlo I d'Austria-Ungheria, mwqgGuglielmo II di Germania e il mwqwsultano ottomano mwraMehmet VI che abdicarono dopo la mwrqprima guerra mondiale, escludendo il re mwrgVittorio Emanuele III d'Italia che detenne anche il titolo di mwrwimperatore d'Etiopia tra il 1936 e il 1944 e mwsaGiorgio VI del Regno Unito, mwsqimperatore delle Indie fino al 1947.

Il termine è stato usato per tradurre nelle lingue occidentali il titolo di sovrani extraeuropei o da essi adottato, nel caso di sovrani di imperi o dotati di un particolare potere "sacrale". Ad esempio: mwswscià di Persia (formalmente mwtamwtqShahanshah, "Re dei Re", o "Gran Re"), mwtgimperatore cinese (mwtwhuangdi, "grande sovrano", mwuaFiglio del Cielo), mwuqimperatore del Giappone (天皇 mwugmwuwTennō, "sovrano celeste"), il mwvaGran Khan dei mwvqmongoli, gli Imperatori mwvgAztechi o mwvwInca, l'mwwaimperatore d'Etiopia (mwwqNegus neghesti).

Dalla fine dei regimi monarchici mwwwpersiano e mwxacentrafricano nel 1979, l'unico imperatore regnante al mondo è mwxqNaruhito, mwxgsovrano del Giappone, che dal 1º maggio 2019 ha preso il posto del padre mwxwAkihito, dopo l'abdicazione di quest'ultimo avvenuta il 30 aprile dello stesso anno.

Contents


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Varianti

Al termine generico di mwywImperatore coincidono spesso titoli specifici, variabili a seconda della cultura e del contesto storico. Tra le principali vi sono:

• mwzgCaesar ("Cesare"), (Impero romano)
• mwaaAugustus ("Augusto"), (impero romano)
• mwagBasileus ("Re"), (mwawimpero bizantino)
• mwcwImperator et mwdaPrinceps rei publicae Venetiarum (“imperatore” e “principe”), (mwdgImpero veneziano)
• mweaZar ("Cesare"), (mweqImpero russo, mwegImpero serbo e mwewImpero bulgaro)
• mwfqPadishah (mwfgImpero ottomano e mwfwImpero moghul, il cui sovrano era chiamato anche "mwgaGran Moghul")
• mwggShāhanshāh ("Re dei Re"), (mwgwImpero persiano)
• mwhqHuang Di ("Divino sovrano", tradotto anche come "Augusto imperatore") (mwhgImpero cinese)
• mwiaHoàng đế ("Divino sovrano") (mwiqImpero vietnamita)
• mwiwTennō ("Sovrano celeste"), (mwjaImpero giapponese e mwjqGiappone dopo la mwjgcostituzione del 1946)
• mwkaKhakhan ("Re dei Re"), (mwkqImpero mongolo, e da dinastie imperiali caucasiche)
• mwkwHuey Tlatoani ("Riverito Oratore"), (mwlaImpero azteco)
• mwlgNegus Neghesti ("Re dei Re"), (mwlwImpero abissino)
• mwmqQhapaq Inca ("Inca sovrano"), (mwmgImpero inca).

Origini e utilizzo del termine

Il termine imperatore e l'originale latino mwnqimperator erano connessi nell'mwngantica Roma con il concetto di mwnwmwoaimperium, cioè il potere militare e coercitivo, con diritto di vita o di morte, posseduto dai mwoqmagistrati maggiori. In sostanza il comando e il dominio esercitati da Roma (come stato, o entità politico/nazionale, ed estensivamente nella figura dei suoi magistrati). Originariamente il titolo di mwogimperator veniva tributato sul mwowcampo dalle mwpatruppe e quindi assegnato dal mwpqSenato romano in occasione del mwpgtrionfo ai mwpwgenerali vittoriosi come testimonianza della loro capacità di manifestare lmwqa'mwqqimperium di mwqgRoma. Vi potevano perciò essere più imperatori viventi in uno stesso momento.

Con mwraGiulio Cesare il titolo venne per la prima volta attribuito stabilmente come mwrqmwrgpraenomen di un magistrato in virtù delle innumerevoli vittorie militari e della supremazia di fatto conseguita nel governo della morente mwrwRepubblica. Ma la vera svolta avvenne con mwsaAugusto, il quale attribuendosi il titolo di mwsqimperator lo fece diventare uno dei titoli ufficiali del mwsgmwswprinceps e dei suoi successori a capo dello stato romano, in quanto titolari del potere supremo conferitogli dal mwtaSenato come mwtqimperium maius et infinitum. Con la definitiva divisione dell'Impero romano alla morte di mwtwTeodosio gli imperatori divennero stabilmente due, quello di Occidente e quello di Oriente. Dopo l'estinzione dei due Imperi Romani, entrambi i titoli furono ripresi, in entrambi i casi dopo qualche secolo di vacanza.

Infatti nell'anno 800 mwuqCarlo Magno si proclamò mwugImperatore dei Romani, così ritenendosi il continuatore dell'Impero d'Occidente. Analogamente, un secolo dopo la caduta di mwuwBisanzio i sovrani di mwvaRussia, che dapprima governavano con il titolo di mwvqGran Principe, si fregiarono del titolo di mwvgzar (da mwvwCaesar), ritenendosi pertanto i legittimi eredi dell'mwwaImpero bizantino. Nel frattempo era avvenuto lo scisma religioso fra Chiesa latina e Chiesa Greca e pertanto l'Imperatore era diventato il vertice del potere temporale nell'ambito della rispettiva chiesa. Per questo motivo era impensabile che ci fossero altri imperatori in Europa.

Singolare esempio di potere imperiale e mwwgcesaropapismo in Italia è stato il dogado veneto: il mwwwDoge (Dux Venetiarum) fin dalle origini assume il controllo civile e religioso sulle terre controllate e ingaggia varie guerre con il mwxapatriarcato di Aquileia controllato dal vescovo di Roma. Con l'arrivo delle spoglie di mwxqSan Marco evangelista da Alessandria viene istituita la cappella ducale di San Marco (mwxgBasilica di San Marco) a cui capo sta il doge. Per tutta la durata della Serenissima il doge esercita prerogative vescovili, presiede alla messa come celebrante, nomina i vescovi della sua diocesi "nullīus" e non teme scomuniche o minacce dal vescovo di Roma.

Il principe di Venezia non riconosce alcuna autorità a lui superiore e pertanto si considera un imperatore. In occasione della mwyapace tra il vescovo romano e l'imperatore germanico a Venezia, il doge mwyqZiani esercita il ruolo di mwygImperator romano quale giudice mwywsuper partes che ricompone i dissidi e favorisce la pace. Da allora in poi avrà diritto a tutti i segni di sacralità che il papa romano esibiva: ombrello, spada, ceri, vessilli, sedia; ma anche a tutta la simbologia imperiale bizantina. È l’unico sovrano dell’epoca tardo antica e medievale che realmente detiene il potere civile e religioso sui suoi territori, anticipando il ruolo di capo della chiesa dei re inglesi.

Egli è a capo della chiesa di San Marco e detentore del mwzqPatriarcato di Alessandria d'Egitto, del mwzgPatriarcato di Costantinopoli e del mwzwPatriarcato di Antiochia a seguito della conquista di Costantinopoli durante la mw0aquarta crociata. Proprio per la presa di Costantinopoli, tra il 1204 e il 1356 il doge veneziano detiene il titolo di “Dominus quartae partis et dimidiae totius Imperii Romaniae” (Signore di un quarto e mezzo dell'Impero di Romània) come un vero e proprio Imperatore Romano (“princeps ac imperator rei publicae venetiarum”) e legittimo successore al deposto imperatore bizantino. Infatti l’mw0qimperatore latino di Costantinopoli Baldovino Conte di Fiandra riceve molto meno nella spartizione dell’impero: il Doge mw0wEnrico Dandolo ottiene oltre la metà di tutte le ricchezze bizantine, e si assegna la chiesa di Santa Sofia e tutto il quartiere circostante. Tutti i feudatari erano tenuti alla fedeltà nei confronti dell'imperatore latino, ma non il doge Veneto che era stato indicato inizialmente come il vero imperatore da nominare.

In conseguenza delle esplorazioni dell'età moderna gli Europei iniziarono però a riconoscere il titolo di mw1qimperatore al maggior sovrano di ogni area religiosa. Così chiamarono "imperatore" quello mw1gOttomano, in quanto riconosciuto mw1wcaliffo dai mw2asunniti; quello mw2qPersiano, in quanto vertice degli mw2gsciiti; il mw2wGran Mogul (sebbene fosse sunnita) per l'mw3aIndia; quello cinese; il Negus per i cristiani della mw3qchiesa ortodossa etiope mw3gmonofisita; il khan dei Mongoli fino a che non divenne vassallo dei mw3wQing. Nel mw4aGiappone, gli Europei chiamano "imperatore" il Tenno, il "sovrano celeste" di proclamata origine divina in cui si incarnava la nazione giapponese.

Un caso particolare e che rende confusa la definizione di Imperatore è proprio quello giapponese. Dal 1192 al 1897 il governo dello stato era esercitato non dal Tenno ma dallo mw4gShōgun, o dai loro reggenti mw4wshikken (1203–1333) la cui autorità era conferita per decreto imperiale. Quando i primi esploratori Portoghesi entrarono in contatto col Giappone nel XVI secolo, descrissero la situazione locale vedendo dei parallelismi con quella europea. Il ruolo del Tenno, il cui potere era soprattutto religioso, spirituale e formale, con grande autorità simbolica ma poco potere politico, venne messo in analogia con quello del Papa; lo shogun invece, poiché possedeva il potere amministrativo, militare ed effettivo, venne paragonato a quello dei sovrani temporali europei (i vari re o l'imperatore del Sacro Romano Impero).

Addirittura, in alcuni documenti ci si riferiva allo shogun o comunque al reggente come a un "Imperatore", per esempio nel caso di mw5qToyotomi Hideyoshi, che i missionari chiamavano "Imperatore Taicosama" (da Taiko + il suffisso onorifico mw5gsama). In realtà questa analogia non era precisa, dato che il Papa stesso esercitò un potere temporale diretto sullo mw5wStato della Chiesa, sebbene la sua autorità al di fuori di esso fosse meramente simbolica. Un altro parallelismo è piuttosto invece con gli ultimi imperatori romani e la figura del mw6aMagister militum, poiché nei suoi ultimi anni l'Imperatore romano divenne una figura anche dotata di autorità religiosa ma perse gran parte del potere effettivo dovendo poi delegare a quest'ultimo il comando, in maniera molto simile a quanto avvenuto con lo Shogun. In entrambi i casi, d'altronde, il titolo è traducibile come "comandante dell'esercito". La situazione cambiò nel XIX secolo con il cosiddetto mw6qRinnovamento Meiji, quando lo shogunato venne sciolto e tutto il potere tornò nelle mani del Tenno.

Questa idea che ci fosse un solo imperatore per ogni chiesa finì nel XIX secolo, con l'affermarsi dell'mw6wIlluminismo e del mw7aNazionalismo. Il termine mw7qimperatore tornò ad un significato originario, legato a quello dellmw7g'mw7wimperium e dell'espansionismo militare. Perciò presero il titolo di mw8aimperatore i sovrani degli stati più estesi e potenti: quelli di mw8qAustria e mw8gRussia erano già imperatori in quanto eredi dei due Imperi Romani, a loro si affiancava il Sultano dell'mw8wImpero ottomano e, con l'inizio dell'epoca coloniale vennero definiti imperi anche quelli come l'mw9aImpero britannico, sebbene il sovrano continuasse ad essere chiamato re.

mw9gNapoleone proclamandosi imperatore dei Francesi nel 1804 creò un secondo titolo imperiale all'interno del mondo mw9wcattolico. Nel 1870 la mw-aGuerra Franco-Prussiana portò all'abdicazione di mw-qNapoleone III e alla fine dell'mw-gImpero Francese, ma contemporaneamente portò alla proclamazione dell'mw-wImpero Germanico. Nel frattempo la conquista inglese dell'India aveva portato la regina mw-aVittoria a proclamarsi Imperatrice delle Indie, quale continuatrice del mw-qGran Mogol. Analogamente nel 1936 mw-gVittorio Emanuele III fu proclamato Imperatore d'Etiopia per aver conquistato lo stato del Negus.

Intanto la caduta dello shogunato nel 1868 portò il Giappone ad avere una costituzione simile a quella degli imperi europei e perciò gli Europei riconobbero il titolo di imperatore al Tenno. La concentrazione maggiore di Imperatori nel mondo si ebbe in due periodi, dal mwaqa1863 al mwaqe1867 con 10 nazioni o federazioni di stati che avevano come capo un Imperatore: mwaqiAustria-Ungheria, mwaqmRussia, mwaqqFrancia, mwaquImpero ottomano, mwaqyMessico, mwaqcBrasile, mwaqgAbissinia, mwaqkGiappone, mwaqoCina, mwaqsIran; e dal mwaqw1876 al mwaq01889 con altri 10 paesi: mwaq4Austria-Ungheria, mwaq8Russia, mwaraGermania, mwareRegno Unito, mwariAbissinia, mwarmGiappone, mwarqIran, mwaruImpero ottomano, mwaryCina, mwarcBrasile. Successivamente, dal mwarg1889 al mwark1912, essendo divenuto mwaroRepubblica il Brasile nel 1889, gli Imperatori scesero a 9; 8 dal mwars1912 al mwarw1918, con la mwar0Cina divenuta mwar4Repubblica nel 1912. Dal mwar81918 al mwasa1936 gli Imperatori scesero a 4, essendo divenute Repubbliche dopo la mwaseprima guerra mondiale l'mwasiAustria la mwasmRussia la mwasqGermania e la mwasuTurchia. Nel mwasy1936, completata la conquista italiana dell'Etiopia, anche l'Italia poté vantare un suo Imperatore a discapito dell'Abissinia. Dal mwasc1941 al mwasg1947 gli Imperatori erano ancora 4 nel mondo (mwaskRegno Unito, mwasoGiappone, mwassIran, mwaswEtiopia); dal mwas01979 ad oggi solo il mwas4Giappone ha però mantenuto il titolo Imperiale, decadendo invece per il mwas8Regno Unito nel mwata1947 con la perdita dell'mwateIndia, per l'mwatiEtiopia, diventata Repubblica nel 1975 e per l'mwatmIran, con la deposizione dello Scià nel 1979.

Vi furono anche imperi di breve durata, come quelli del mwatuMessico, di mwatyHaiti, fino a quello centrafricano di mwatcBokassa. Questi sono imperatori riconosciuti come tali dalla diplomazia europea. Infine bisogna osservare che oggi gli storici contemporanei tendono a chiamare imperatori tutti i sovrani di stati extraeuropei che abbiano conquistato ampi territori. Così abbiamo imperatori Aztechi e Inca, si parla di mwatgimperi africani o mwatkindocinesi, in certe epoche si chiamano mwatoimperi contemporaneamente vari stati indiani. Tuttavia, quando questi stati esistevano i loro sovrani non ricevevano dagli europei il titolo di mwatsimperatore, bensì quello di mwatwre.

Analogamente l'espressione mwat4impero coloniale è un'espressione utilizzata dagli storici, ma al vertice di questi cosiddetti imperi c'erano generalmente dei re, come accadde per mwat8Spagna, mwauaItalia, mwaueRegno Unito, mwauiPaesi Bassi e mwaumBelgio e addirittura dei Presidenti, questi i casi di mwauqFrancia (dal 1870) e mwauuPortogallo (dal 1910) che nonostante fossero delle Repubbliche possedevano un Impero Coloniale. Ad esempio il mwauyre di Francia durante l'mwaucAncien Régime, pur essendo il sovrano più potente d'Europa e a capo di un impero coloniale, come già il mwaugRe di Spagna, non ebbe mai il titolo imperiale.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itimperatore, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaimperatore, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) emperor, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.